YOGA & SALUTE and more...
mercoledì 25 aprile 2012
LA COMPASSIONE DELL'IMPERATORE ASHOKA
- BHAKTI YOGA -
(di Swami Nirvanananda)
Durante l'ultimo viaggio in India, abbiam visitato Dhauli Hill, un tempio su
una collina vicina a Bhubaneswar nell'Orissa. E' un tempio Buddhista
costruito abbastanza recentemente, per ricordare un avvenimento che
influenzò per secoli la storia dell'India e forse anche del Cristianesimo.
Sulla cima di questa collina infatti nel III secolo a.C. (circa 264 a.C.),
l'Imperatore Ashoka dell'Impero Maurya, alla fine di una battaglia furibonda, constatò
quante centinaia di migliaia di soldati si fossero ammazzati per conquistare
il regno dei Kalinga, l'odierna Orissa.
Tutta la piana era ricoperta di cadaveri, tanto che le acque del fiume che
scorreva lì vicino, si erano completamente tinte di rosso per il tanto
sangue versato. La piana era ancora ricoperta dalla bruma mattutina, mentre
il sole si alzava all'orizzonte. E quella prima luce rivelava la
sconvolgente brutalità con cui migliaia di esseri umani si erano sgozzati
reciprocamente. La puzza greve dei cadaveri, i lamenti dei pochi sopravvissuti, rivelavano
uno spettacolo sconvolgente anche per un re-guerriero, un dolore immenso
anche per un vincitore.
Fu in quel momento probabilmente che il cuore dell'Imperatore Ashoka fu
toccato e turbato. Che valore poteva avere una tale vittoria se almeno da
questa carneficina non fosse sbocciata nel suo cuore la compassione? Ashoka
aveva studiato con i migliori maestri tutte le teorie della non-violenza
predicate dal Buddha, il Principe Siddharta che aveva abbandonato il suo
regno per intraprendere il cammino della ricerca spirituale.
Fu forse il quel momento, davanti a una scena raccapricciante, che nel suo
cuore sbocciò veramente il fiore della compassione. A che servivano tanti
nobili precetti se non venivano messi in pratica? E lui come imperatore
doveva essere il primo a dare l'esempio, come fece il Principe Siddharta.
Decise allora di abbracciare il Buddhismo e soprattutto di metterne in
pratica i nobili precetti.
Si narra che in un'incarnazione precedente Ashoka era un bambino di nome
Jaya che mentre giocava con il fango, vide passare il Buddha. Colto dal
desiderio di offrirgli del cibo, il bambino gettò nella sua ciotola la polvere con cui stava giocando. Comprendendo l'animo puro che aveva motivato il gesto, il Buddha predisse il suo destino dicendo che la sua fama si sarebbe espansa su tutto il continente. Il suo dono
meritorio fu solo questo: "Jaya gettò una manciata di polvere nella ciotola
del Tathagata".
Forse fu anche in quel momento che la storia dell'India cambiò per molti
secoli, perché il Buddhismo diventò la religione per milioni di indiani,
espandendosi in tutto il Nord - dall'Afghanistan al Bengala - e a Sud fino
al Tamil - sotto l'Impero dei Maurya.
Cosa fu a toccare il suo cuore? La paura? L'orrore? Lo sgomento? O l'Amore?
Si, fu certamente l'Amore nella sua forma più nobile: la Compassione.
Infatti la compassione è forse l'aspetto che più caratterizza il Buddhismo.
La stessa compassione che sotto forma di perdono, Gesù introdusse a
Gerusalemme tra i suoi discepoli, inserendolo come pilastro della Buona
Novella predicata poi in tutto il mondo.
"Quante volte devo perdonare?" gli chiedevano.
"70 volte 7" era la risposta del Maestro.
Praticamente sempre.
Visitando Puri e il tempio di Lord Jagannath - il Signore dell'Universo - mi
sono imbattuto in diversi Brahmini che asseriscono che ci sono ancora le
prove della presenza di Gesù conservate nel tempio.
Se ciò è vero, mi viene da pensare che probabilmente Gesù sia passato vicino
a questa collina ed abbia letto forse ciò che l'Imperatore Ashoka vi fece
iscrivere su una roccia come monito contro guerre future: un decalogo di
comportamento morale ed etico - il Dharma - che tutti i suoi sudditi
avrebbero dovuto seguire. E naturalmente la compassione per tutte le
creature ne è il monito principale. Leggiamolo assieme anche noi.
"Le leggi che Ashoka introdusse rappresentavano una vera rivoluzione
culturale; fu proibita la caccia e anche il ferimento di animali, si favorì
il vegetarianesimo, si ridusse la gravità delle pene (soprattutto corporee),
furono costruiti ospedali per uomini e animali, università, ostelli gratuiti
per i pellegrini, sistemi di irrigazione e traffico fluviale, e nuove
strade.
Le leggi non discriminavano i cittadini per casta, fede o schieramento
politico; i principi morali del Dharma che queste cercavano di attuare
erano: non-violenza, tolleranza di tutte le opinioni, obbedienza ai genitori
e rispetto per tutti i maestri religiosi, generosità verso gli amici,
trattamento umano dei servitori, e così via. In generale, le leggi
introducevano nuove restrizioni, ma non rinnegavano alcuno dei principi
morali preesistenti delle varie religioni che componevano l'impero".
A rileggerli ora dopo tanti secoli ci si accorge ancora oggi come le società
umane siano ancora molto lontane da aver raggiunto una comune legge
etico-morale - il Dharma - accettata e condivisa da tutti.
In India il Sanathan Dharma viene chiamata ancora quella eterna religione
che si basa sulle verità rivelate dai Veda, ma che accoglie i principi
fondamentali di tutte le religioni e di tutte le civiltà.
Accettando il Dharma si comprende profondamente anche la legge del Karma, il
fatto cioè che ogni nostra azione produce un effetto. La consapevolezza di
questo principio potrebbe evitare tanta sofferenza inutile all'intera umanità.
E l'unico modo per raggiungere questa coscienza è di mettere in pratica la
compassione che dimostrò il Buddha per tutte le creature e le parole di
perdono che Gesù pronunciò fino all'ultimo istante sulla croce: "Padre,
perdona loro, perché non sanno quello che fanno".
L'antico Mantra Vedico lo esprime così: "Possano tutti gli esseri in tutti i
mondi essere felici"
Lokah Samastah Sukhino Bhavantu.
Solo l'anima che sa amare può essere felice.
swami nirvanananda
Uno scritto di swami Nirvanananda - tratto dalla rivista "Verità Spirituali"
n° 4 - http://www.kriyayogastella.org/
lunedì 16 aprile 2012
BENIGNI -CHE TEMPO CHE FA - 15/4/2012 - IL SALTIMBANCO DI DIO
Roberto Benigni è stato ospite di Fabio Fazio nel corso della puntata del 15 aprile 2012 di Che tempo che fa.
Milano, 15 apr. - Benigni non dimentica Berlusconi e all'ex premier dedica l'apertura del suo intervento a 'Che tempo che fa'. "Berlusconi mi manca, non me lo aspettavo. Se dico che non mi manca e' brutto verso di lui, se dico che mi manca lo e' verso di noi". Benigni ha poi parlato della chiusura dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unita' d'Italia: "Mi e' piaciuto moltissimo, mi piace l'argomento, il Risorgimento. Ero alla chiusura col presidente della Repubblica. Viva l'unita' d'Italia, in quel periodo eravamo un esempio per tutto il mondo".
BENIGNI, "UMBERTO ANDIAMO IN TANZANIA E FACCIAMO SINDACATO"
Benigni ha ironizzato sullo scandalo che ha travolto la Lega in queste settimane. "Umberto, andiamo in Tanzania. Potremmo fondare un sindacato tanzano Sinta, ci portiamo Renzo che ci guida la macchina". E ancora, "camicie verdi, lauree in bianco, conti in rosso". L'artista ha poi detto "era dai tempi di paperon de' paperoni che non sentivo parlare dei lingotti".
Sulle voci circa la presenza di libri di magia nera nella casa della moglie di Umberto Bossi, Benigni ha commentato "la notizia e' che ci fossero dei libri". Il comico ha concluso con un appello alla base leghista: "Mando un saluto alla base, alla gente, sono lavoratori, operai e imprenditori e sapranno riprendersi, sono un grande popolo".
Sulle voci circa la presenza di libri di magia nera nella casa della moglie di Umberto Bossi, Benigni ha commentato "la notizia e' che ci fossero dei libri". Il comico ha concluso con un appello alla base leghista: "Mando un saluto alla base, alla gente, sono lavoratori, operai e imprenditori e sapranno riprendersi, sono un grande popolo".
ESODATI, CHE BRUTTA PAROLA!
"Con le parole del buffone puoi dire tutto, ma spread e esodati sono proprio brutte parole". Lo ha detto Roberto Benigni durante la registrazione del suo intervento alla puntata di 'Che tempo che fa', in onda poi questa sera su Rai3. Oltre al problema di non avere un lavoro che colpisce i cosiddetti esodati, "la parola e' proprio brutta, ricorda la Bibbia, l'Esodo, ci vuole il miracolo". Nel suo intervento l'artista toscano ha ricordato le fasi cupe affrontate e superate dall'Italia dal dopoguerra a oggi: "Ne siamo venuti fuori, liberta', uguaglianza e fraternita'. L'uguaglianza non e' possibile ma si potrebbe essere un po' meno diseguali".
---
" Io dico solo una cosa: non mi succede MAI che in tv resti attaccato quaranta minuti alla televisione quando parla una persona. Solo Benigni può fare il miracolo.
è un patrimonio nazionale e culturale di cui andar fieri, all’estero ce lo invidiano… insomma, è una di quelle rarissime persone sulla faccia della terra capace di donare amore e felicità, è un buffone di corte che si siede sul trono, è un giullare divino come Fo, è il saltimbanco di Dio. Sia chiaro, io quando lo vedo mi emoziono. Dopo l’ospitata da Fiorello, gradevole ma una delle meno riuscite della sua carriera tv, è tornato quello monumentale di sempre. Oltre alla commozione di alcuni passi, mi sono sganasciato con le battute sulla Lega nord: quella sul libro nero della moglie di Bossi (”già è una notizia che a casa di Bossi abbiano trovato libri”) e la fattura è geniale e semplice, come lui. Vorrei scrivere un papiro, Roberto ha questo altro dono: ti da la voglia di esprimerti in tutto e per tutto, tutto te stesso. Basta, chiudo qui altrimenti vado avanti fino a domani. Mi ha elettrizzato. "
commento di Briccone
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BENIGNI A CHE TEMPO CHE FA - 15/4/2012
lunedì 9 aprile 2012
QUALI SONO GLI STATI PIU' FELICI DEL MONDO ?
Quale formula si può usare per calcolare scientificamente la felicità? Certamente non è un’impresa facile, ma alcuni ricercatori del Legatum Institute, basandosi su dati della Gallup World Poll sono riusciti a stilare un elenco dei paesi di tutto il mondo in base alla loro felicità. Tra il 2005 e il 2009 essi hanno proposto sondaggi a migliaia di individui in più di 155 Stati.
Per voi cosa significa essere felici? Avere una ricchezza economica tale da poter decidere cosa fare e cosa comprare? Godere di un’ottima salute? Potersi divertire con la famiglia e con gli amici? Anche poter dire ciò che pensate senza paura di ritorsioni o minacce, poter credere nel Dio che scegliete, sentirvi al sicuro. Essere felici significa anche avere certe opportunità: avere un’istruzione, diventare un imprenditore.
Ogni paese è stato valutato sulla base di 89 variabili, divise in otto sezioni: economia, imprenditorialità, governo, istruzione, salute, sicurezza, libertà personale e capitale sociale. I fattori considerati non sono stati solo quelli oggettivi, ma anche le opinioni soggettive degli intervistati, perché a fare la differenza è anche la percezione e la convinzione dei cittadini!
Come potete leggere, le prime quattro posizioni sono occupate dai paesi del Nord Europa, che eccellono in numerosi campi. Della top ten fanno parte anche Stati extra europei, come Nuova Zelanda, Costa Rica, Canada, Israele e Australia. L’Italia si classifica quarantesima, superata da stati come Panama, Brasile, Messico, persino il Turkmenistan, il Kuwait, la Giamaica o El Salvador.
1 Denmark
2 Finland
3 Norway
4 Sweden
4 Netherlands
6 New Zealand
6 Costa Rica
8 Canada
8 Israel
8 Australia
8 Switzerland
12 Panama
12 Brazil
14 United States
14 Austria
16 Belgium
17 United Kingdom
18 Mexico
18 Turkmenistan
20 United Arab Emirates
21 Venezuela
22 Ireland
23 Kuwait
23 Iceland
23 Puerto Rico
26 Jamaica
26 Colombia
28 Luxembourg
28 Cyprus
30 Trinidad and Tobago
30 Argentina
30 Belize
33 Germany
34 El Salvador
35 Uruguay
35 Qatar
35 Chile
38 Guatemala
38 Malta
40 Italy
40 Czech Republic
42 Honduras
43 Spain
44 France
44 Dominican Republic
46 Ecuador
46 Bolivia
48 Paraguay
48 Bahrain
50 Guyana
50 Greece
52 Nicaragua
52 Jordan
54 Belarus
54 Kosovo
56 South Korea
56 Poland
58 Saudi Arabia
58 Pakistan
58 Slovenia
61 Croatia
61 Montenegro
63 Peru
63 Moldova
63 Lithuania
63 Malawi
67 Cuba*
67 Botswana
67 Libya*
70 Portugal
70 Taiwan
70 Kazakhstan
73 South Africa
73 Lebanon
73 Russia
73 Ukraine
73 Romania
73 Slovakia
79 Thailand
79 Bosnia and Herzegovina
81 Iran
81 Hong Kong
81 Singapore
81 Japan
85 Indonesia
85 Somaliland
85 Algeria
85 Nigeria
85 Uzbekistan
90 Estonia
91 Serbia
91 Bangladesh
91 Myanmar*
94 Philippines
94 Malaysia
96 Cameroon
96 Tunisia
96 Zambia
96 Yemen
96 Vietnam
96 Palestinian Territories
96 Macedonia
103 Hungary
103 Albania
103 Azerbaijan
103 Turkey
103 Kyrgyzstan
108 Central African Republic
108 Ethiopia
110 Namibia
110 Angola
110 Armenia
110 Iraq
110 Latvia
115 Mauritania
115 Zimbabwe
115 Morocco
115 Sri Lanka
115 India
115 Syria
115 Georgia
115 Afghanistan
115 Mozambique
115 Egypt
125 China
125 Ghana
125 Kenya
128 Congo (Brazzaville)
128 Guinea
130 Sudan
130 Djibouti
130 Madagascar
130 Nepal
130 Mongolia
130 Laos
130 Tajikistan
137 Tanzania
137 Senegal
137 Bulgaria
137 Uganda
141 Mali
141 Liberia
141 Chad
144 Ivory Coast
144 Congo (Kinshasa)
144 Benin
144 Haiti
148 Niger
148 Rwanda
148 Burkina Faso
148 Sierra Leone
148 Cambodia
153 Comoros
153 Burundi
155 Togo
2 Finland
3 Norway
4 Sweden
4 Netherlands
6 New Zealand
6 Costa Rica
8 Canada
8 Israel
8 Australia
8 Switzerland
12 Panama
12 Brazil
14 United States
14 Austria
16 Belgium
17 United Kingdom
18 Mexico
18 Turkmenistan
20 United Arab Emirates
21 Venezuela
22 Ireland
23 Kuwait
23 Iceland
23 Puerto Rico
26 Jamaica
26 Colombia
28 Luxembourg
28 Cyprus
30 Trinidad and Tobago
30 Argentina
30 Belize
33 Germany
34 El Salvador
35 Uruguay
35 Qatar
35 Chile
38 Guatemala
38 Malta
40 Italy
40 Czech Republic
42 Honduras
43 Spain
44 France
44 Dominican Republic
46 Ecuador
46 Bolivia
48 Paraguay
48 Bahrain
50 Guyana
50 Greece
52 Nicaragua
52 Jordan
54 Belarus
54 Kosovo
56 South Korea
56 Poland
58 Saudi Arabia
58 Pakistan
58 Slovenia
61 Croatia
61 Montenegro
63 Peru
63 Moldova
63 Lithuania
63 Malawi
67 Cuba*
67 Botswana
67 Libya*
70 Portugal
70 Taiwan
70 Kazakhstan
73 South Africa
73 Lebanon
73 Russia
73 Ukraine
73 Romania
73 Slovakia
79 Thailand
79 Bosnia and Herzegovina
81 Iran
81 Hong Kong
81 Singapore
81 Japan
85 Indonesia
85 Somaliland
85 Algeria
85 Nigeria
85 Uzbekistan
90 Estonia
91 Serbia
91 Bangladesh
91 Myanmar*
94 Philippines
94 Malaysia
96 Cameroon
96 Tunisia
96 Zambia
96 Yemen
96 Vietnam
96 Palestinian Territories
96 Macedonia
103 Hungary
103 Albania
103 Azerbaijan
103 Turkey
103 Kyrgyzstan
108 Central African Republic
108 Ethiopia
110 Namibia
110 Angola
110 Armenia
110 Iraq
110 Latvia
115 Mauritania
115 Zimbabwe
115 Morocco
115 Sri Lanka
115 India
115 Syria
115 Georgia
115 Afghanistan
115 Mozambique
115 Egypt
125 China
125 Ghana
125 Kenya
128 Congo (Brazzaville)
128 Guinea
130 Sudan
130 Djibouti
130 Madagascar
130 Nepal
130 Mongolia
130 Laos
130 Tajikistan
137 Tanzania
137 Senegal
137 Bulgaria
137 Uganda
141 Mali
141 Liberia
141 Chad
144 Ivory Coast
144 Congo (Kinshasa)
144 Benin
144 Haiti
148 Niger
148 Rwanda
148 Burkina Faso
148 Sierra Leone
148 Cambodia
153 Comoros
153 Burundi
155 Togo
venerdì 6 aprile 2012
SUICIDI, BANCHE E CRIMINI CONTRO L'UMANITA'
Quanti si drovranno ancora suicidare prima di mettere sotto inchiesta le
banche?
05 aprile 2012
Recentemente nel nostro Paese stanno avvenendo fatti drammatici di gente
che, colta dalla disperazione e dallo sconforto, si toglie la vita. Tanti
suicidi, dei quali molti imprenditori medio-piccoli che di fronte alla crisi
hanno pensato di farla finita, spinti a ciò da problematiche finanziarie,
fiscali, dalla stretta creditizia ed a volte da discutibili indebitamenti
bancari.
La disperazione ha portato e porterà alla luce dei risvolti che in molti
sino ad oggi hanno fatto finta di non vedere, e voglio cercare di ragionare
analizzando fatti concreti per capire se quanto è avvenuto e sta avvenendo è
figlio di casualità, di anomalie di un sistema che funziona, o invece il
freddo risultato di un sistema che punta a trasferire ricchezza dai tanti
cittadini, ai pochi, gestori del potere.
Prendo lo spunto, per un utile confronto, della recente inchiesta della
Guardia di Finanza sull’aumento dei costi del carburante, per verificare se
dietro vi sia una normale crescita dei costi industriali oppure una pura
speculazione che porta all’arricchimento delle compagnie petrolifere. È
semplice capire che il controllo della filiera del prezzo porterà a fare
chiarezza in un settore nel quale pochi centesimi al litro di differenza
vogliono dire miliardi di euro di ricchezza trasferiti a favore delle grandi
lobby di potere.
Io mi occupo di banche ed il mercato creditizio, a differenza di quello
merceologico, è vincolato e tutelato da norme molto severe; il fine pubblico
del mercato creditizio non può sfuggire a nessuno, nemmeno a chi è colto da
interessate amnesie come il Presidente dell’Abi, il quale ha affermato che
le banche sono imprese private senza alcun interesse pubblico: evidentemente
distratto dai problemi della sua banca, dice cose fuori luogo.
Le principali accuse che vengono rivolte al sistema bancario sono legate
all’altissimo costo dei servizi stessi; i tassi di interesse o meglio il
costo del denaro con le varie commissioni, spese e le miriadi di costi
occulti, fanno sì che il credito raggiunga livelli inimmaginabili, che vanno
molto oltre quanto consentito dalla legge stessa.
Di fronte a queste accuse, o meglio di fronte al fine pubblico del mercato
creditizio affermato dall’art. 47 della Costituzione e ribadito dal quadro
normativo, che prevede delle aggravanti di reato se commesso nel contesto
dell’attività bancaria a danno delle imprese, qualcuno si è mai preso la
briga di controllare la fondatezza o meno delle innumerevoli denunce, legali
e non, nei confronti del sistema bancario? Si vuole verificare se le banche
operano nella legalità o no ?
Ciò è fondamentale.
Ricordo a me stesso che il costo del denaro ha dei tetti fissati dalla legge
(legge 108/96) oltre il quale si opera nell’illegalità.
Ragioniamo su dei dati concreti: nel 1997 le banche, rispetto al costo di
approvvigionamento del denaro (tasso euribor a tre mesi) potevano guadagnare
“solo” il 280% prima di oltrepassare il tasso di usura, nel 2005 tale delta
era arrivato al 644%, nel 2011 al 1.032% e, dopo il penultimo regalo fatto
alle banche con l’innalzamento dei tassi soglia, siamo al 1.241%. Questo è
avvenuto a causa dei vari governi e parlamenti che, non certo nell’interesse
dei cittadini, hanno provveduto ad innalzare il livello dei tassi soglia per
consentire alle banche di speculare ancor di più (è come innalzare per legge
i livelli di tolleranza di una sostanza tossica ben sapendo che è gravemente
nociva).
Ma anche se si è alzata in maniera incredibile la soglia dell’usura, e
conseguentemente anche i margini di guadagno “legalizzati”, ciò non è mai
stato sufficiente alla voracità del “sistema banche” in quanto hanno operato
ed operano tutt’ora con sistemi che, pensando di aggirare leggi chiarissime,
nascondono in maniera artificiosa i reali costi applicati alla clientela.
In questi anni grazie alla distrazioni di tutti, organi di vigilanza in
primis, le banche hanno operato in un mondo privo di controlli, violando
repentinamente la legge ed applicando con metodo voci nascoste come
commissioni e spese, le quali venivano illegalmente conteggiate al di fuori
del costo del denaro. Se si va a fare “una fotografia” di quanto realmente
costa il credito con una banale operazione di matematica ci si accorge che
un prestito di 10 mila euro può arrivare a costare per un anno oltre
2.500/3.000 euro, ovvero un costo del 25/30% che però, grazie a delle
formule di calcolo utilizzate dalle banche, costruite ad hoc, che escludono
delle voci, quindi modificando di fatto la formula prevista dalla legge,
diventa magicamente un “solo 10/12%”.
Qualcuno diceva che la matematica non è un’opinione, ma per le banche
evidentemente lo è.
Ma torniamo alla domanda iniziale: tutto ciò è legale? È consentito?
Secondo un’indagine della CGIA di Mestre il sistema delle imprese italiane
paga per servizi bancari circa 4 miliardi euro in più rispetto alle omologhe
tedesche e francesi. Tutti gli indicatori dei costi dei servizi bancari
mettono l’Italia al primo posto in Europa; di recente un dato pubblicato da
Banca d’Italia afferma che, rispetto alla precedente rilevazione, le banche
hanno incrementato il margine di interessi dallo 0,31% di ottobre allo 0,69%
di febbraio. Banca d’Italia, a commento di ciò, afferma che “allo sportello
c’è un problema di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela” ma cosa
significa trasparenza in questo contesto, se non rispetto della legge che,
al contrario, è permanentemente violata? Tutto ciò è legale?
Questi sono fatti, come quelli evidenziati in una lettera che l’Autorità
Garante per la Concorrenza ed il Mercato invia il 16.04.10 a Banca d’Italia,
nella persona del direttore centrale, con la quale si comunica la
rilevazione, in determinate aree del Paese tra le quali la Regione Calabria,
di tassi superiori al 20%. Si tratta brutalmente della constatazione di un
reato in quanto il tasso soglia del periodo era intorno al 13%, ma pur
davanti a tale rilevazione, chi ha fatto qualcosa? Siccome siamo in presenza
di un reato chi ha provveduto, visti gli obblighi, a segnalare ciò alle
autorità competenti e che cosa ha fatto Banca d’Italia a seguito di tale
forte comunicazione?
Ribadisco la mia domanda iniziale: siamo sicuri che tutto ciò sia legale?
Certamente io con documenti alla mano sono in condizione di rispondere, ma
mi voglio limitare solo a richiamare alcuni fatti:
a) il nucleo della Polizia tributaria di Matera con una nota del 24/04/09
afferma che i software delle banche sono manipolati.
b) L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con diverse indagini
(IC36, IC45) attesta che il mercato creditizio in Italia è controllato da un
cartello che priva il mercato dalla libera concorrenza.
c) Banca d’Italia richiama le banche in diverse occasioni e con note
pubbliche ad essere oneste e “rispettare la legge”.
d) Vi sono verbali di assemblee di importanti banche in cui i soci parlano
di bilanci falsi e di usura.
e) Vi è un dipartimento riservato all’interno dell’Abi, il Dipo
(dipartimento perdite operative), che analizza le perdite delle banche il
quale, dall’analisi dei dati trasmessi dai diversi istituti di credito,
evidenzia che la fonte principale di perdite operative, pari ad 1,44
miliardi di euro, è dovuta ai comportamenti messi in atto con “un intento di
frodare, aggirare la regolamentazione o infrangere la legge o le policy
aziendali” a danno dei clienti ed a vantaggio della banca.
Questi fatti, insieme alle centinaia di migliaia di denunce presentate nelle
Procure italiane, non sono forse sufficienti ad avviare una seria indagine
per accertare se il comportamento delle banche è rispettoso delle leggi,
peraltro molto chiare?
Si può verificare, nel nome dell’eguaglianza di fronte alla legge, se le
banche sono un’associazione a delinquere oppure un’organizzazione seria che
opera nel rispetto delle leggi, come tutti ci auguriamo?
Quanta gente deve ancora morire prima di arrivare a conoscere la verità?
Purtroppo oggi il potere bancario, come confermato dagli scandali quotidiani
che ormai da tempo si susseguono, è il soggetto che detiene e gestisce la
governance del paese ed è intoccabile al punto che, di fronte alle
violazioni che stanno emergendo nei tribunali, le lobby bancarie stanno
provvedendo a far modificare le leggi e rendere impuniti i loro reati.
Capisco quindi che difficilmente agli organi preposti, magistrati e
vigilanza, gli verrà consentito di indagare su tali fatti, ma ciò è
corretto?
Forse una verità prima è meglio delle rivoluzioni degli “indignados” poi; si
risparmiano morti e disperati.
Autore: Antonino De Masi
Fonte: liberoreporter.eu
----------------
Inoltro messaggio importante di Italo Choni Dorje
Ho appena finito di registrare un audio parecchio importante...
NON riguarda direttamente la spiritualita' o la meditazione;
al tempo stesso, si tratta di tematiche di cui, in quanto cittadini
di questo mondo, dobbiamo occuparci.
************************************************
ECCO L'AUDIO IN CUI RACCONTO TUTTA LA STORIA:
http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=Kalta&m=JGyGGbCojOk.Wj&b=sq.Xib3LgGUACLfhAfFrdA
************************************************
Per favore, scarica e ascolta questo audio mp3 e fallo ascoltare
anche ad altre persone: si tratta di informazioni importanti,
attuali e inedite.
In questo audio, ti parlero' di un piano, in corso di svolgimento,
per arrestare 10.000 membri di una organizzazione criminale
internazionale, che controlla e domina il mondo intero da almeno
100 anni.
Ti parlero' delle origini di questo piano e delle fonti da cui traggo
queste informazioni.
Ti parlero' del motivo per cui queste informazioni sono state
rilasciate, appena 4 giorni fa.
Ti parlero' della sequenza di eventi che potrebbe portare all'arresto
di migliaia di persone che da decenni compiono crimini contro
l'umanita'.
Soprattutto, ti parlero' - IN POSITIVO, non solo "in negativo"! -
di quei valori che dovrebbero UNIFICARCI e ISPIRARCI nella
costruzione di un mondo migliore:
Liberta', Felicita' e Responsabilita'.
banche?
05 aprile 2012
Recentemente nel nostro Paese stanno avvenendo fatti drammatici di gente
che, colta dalla disperazione e dallo sconforto, si toglie la vita. Tanti
suicidi, dei quali molti imprenditori medio-piccoli che di fronte alla crisi
hanno pensato di farla finita, spinti a ciò da problematiche finanziarie,
fiscali, dalla stretta creditizia ed a volte da discutibili indebitamenti
bancari.
La disperazione ha portato e porterà alla luce dei risvolti che in molti
sino ad oggi hanno fatto finta di non vedere, e voglio cercare di ragionare
analizzando fatti concreti per capire se quanto è avvenuto e sta avvenendo è
figlio di casualità, di anomalie di un sistema che funziona, o invece il
freddo risultato di un sistema che punta a trasferire ricchezza dai tanti
cittadini, ai pochi, gestori del potere.
Prendo lo spunto, per un utile confronto, della recente inchiesta della
Guardia di Finanza sull’aumento dei costi del carburante, per verificare se
dietro vi sia una normale crescita dei costi industriali oppure una pura
speculazione che porta all’arricchimento delle compagnie petrolifere. È
semplice capire che il controllo della filiera del prezzo porterà a fare
chiarezza in un settore nel quale pochi centesimi al litro di differenza
vogliono dire miliardi di euro di ricchezza trasferiti a favore delle grandi
lobby di potere.
Io mi occupo di banche ed il mercato creditizio, a differenza di quello
merceologico, è vincolato e tutelato da norme molto severe; il fine pubblico
del mercato creditizio non può sfuggire a nessuno, nemmeno a chi è colto da
interessate amnesie come il Presidente dell’Abi, il quale ha affermato che
le banche sono imprese private senza alcun interesse pubblico: evidentemente
distratto dai problemi della sua banca, dice cose fuori luogo.
Le principali accuse che vengono rivolte al sistema bancario sono legate
all’altissimo costo dei servizi stessi; i tassi di interesse o meglio il
costo del denaro con le varie commissioni, spese e le miriadi di costi
occulti, fanno sì che il credito raggiunga livelli inimmaginabili, che vanno
molto oltre quanto consentito dalla legge stessa.
Di fronte a queste accuse, o meglio di fronte al fine pubblico del mercato
creditizio affermato dall’art. 47 della Costituzione e ribadito dal quadro
normativo, che prevede delle aggravanti di reato se commesso nel contesto
dell’attività bancaria a danno delle imprese, qualcuno si è mai preso la
briga di controllare la fondatezza o meno delle innumerevoli denunce, legali
e non, nei confronti del sistema bancario? Si vuole verificare se le banche
operano nella legalità o no ?
Ciò è fondamentale.
Ricordo a me stesso che il costo del denaro ha dei tetti fissati dalla legge
(legge 108/96) oltre il quale si opera nell’illegalità.
Ragioniamo su dei dati concreti: nel 1997 le banche, rispetto al costo di
approvvigionamento del denaro (tasso euribor a tre mesi) potevano guadagnare
“solo” il 280% prima di oltrepassare il tasso di usura, nel 2005 tale delta
era arrivato al 644%, nel 2011 al 1.032% e, dopo il penultimo regalo fatto
alle banche con l’innalzamento dei tassi soglia, siamo al 1.241%. Questo è
avvenuto a causa dei vari governi e parlamenti che, non certo nell’interesse
dei cittadini, hanno provveduto ad innalzare il livello dei tassi soglia per
consentire alle banche di speculare ancor di più (è come innalzare per legge
i livelli di tolleranza di una sostanza tossica ben sapendo che è gravemente
nociva).
Ma anche se si è alzata in maniera incredibile la soglia dell’usura, e
conseguentemente anche i margini di guadagno “legalizzati”, ciò non è mai
stato sufficiente alla voracità del “sistema banche” in quanto hanno operato
ed operano tutt’ora con sistemi che, pensando di aggirare leggi chiarissime,
nascondono in maniera artificiosa i reali costi applicati alla clientela.
In questi anni grazie alla distrazioni di tutti, organi di vigilanza in
primis, le banche hanno operato in un mondo privo di controlli, violando
repentinamente la legge ed applicando con metodo voci nascoste come
commissioni e spese, le quali venivano illegalmente conteggiate al di fuori
del costo del denaro. Se si va a fare “una fotografia” di quanto realmente
costa il credito con una banale operazione di matematica ci si accorge che
un prestito di 10 mila euro può arrivare a costare per un anno oltre
2.500/3.000 euro, ovvero un costo del 25/30% che però, grazie a delle
formule di calcolo utilizzate dalle banche, costruite ad hoc, che escludono
delle voci, quindi modificando di fatto la formula prevista dalla legge,
diventa magicamente un “solo 10/12%”.
Qualcuno diceva che la matematica non è un’opinione, ma per le banche
evidentemente lo è.
Ma torniamo alla domanda iniziale: tutto ciò è legale? È consentito?
Secondo un’indagine della CGIA di Mestre il sistema delle imprese italiane
paga per servizi bancari circa 4 miliardi euro in più rispetto alle omologhe
tedesche e francesi. Tutti gli indicatori dei costi dei servizi bancari
mettono l’Italia al primo posto in Europa; di recente un dato pubblicato da
Banca d’Italia afferma che, rispetto alla precedente rilevazione, le banche
hanno incrementato il margine di interessi dallo 0,31% di ottobre allo 0,69%
di febbraio. Banca d’Italia, a commento di ciò, afferma che “allo sportello
c’è un problema di trasparenza nei rapporti tra banca e clientela” ma cosa
significa trasparenza in questo contesto, se non rispetto della legge che,
al contrario, è permanentemente violata? Tutto ciò è legale?
Questi sono fatti, come quelli evidenziati in una lettera che l’Autorità
Garante per la Concorrenza ed il Mercato invia il 16.04.10 a Banca d’Italia,
nella persona del direttore centrale, con la quale si comunica la
rilevazione, in determinate aree del Paese tra le quali la Regione Calabria,
di tassi superiori al 20%. Si tratta brutalmente della constatazione di un
reato in quanto il tasso soglia del periodo era intorno al 13%, ma pur
davanti a tale rilevazione, chi ha fatto qualcosa? Siccome siamo in presenza
di un reato chi ha provveduto, visti gli obblighi, a segnalare ciò alle
autorità competenti e che cosa ha fatto Banca d’Italia a seguito di tale
forte comunicazione?
Ribadisco la mia domanda iniziale: siamo sicuri che tutto ciò sia legale?
Certamente io con documenti alla mano sono in condizione di rispondere, ma
mi voglio limitare solo a richiamare alcuni fatti:
a) il nucleo della Polizia tributaria di Matera con una nota del 24/04/09
afferma che i software delle banche sono manipolati.
b) L’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato con diverse indagini
(IC36, IC45) attesta che il mercato creditizio in Italia è controllato da un
cartello che priva il mercato dalla libera concorrenza.
c) Banca d’Italia richiama le banche in diverse occasioni e con note
pubbliche ad essere oneste e “rispettare la legge”.
d) Vi sono verbali di assemblee di importanti banche in cui i soci parlano
di bilanci falsi e di usura.
e) Vi è un dipartimento riservato all’interno dell’Abi, il Dipo
(dipartimento perdite operative), che analizza le perdite delle banche il
quale, dall’analisi dei dati trasmessi dai diversi istituti di credito,
evidenzia che la fonte principale di perdite operative, pari ad 1,44
miliardi di euro, è dovuta ai comportamenti messi in atto con “un intento di
frodare, aggirare la regolamentazione o infrangere la legge o le policy
aziendali” a danno dei clienti ed a vantaggio della banca.
Questi fatti, insieme alle centinaia di migliaia di denunce presentate nelle
Procure italiane, non sono forse sufficienti ad avviare una seria indagine
per accertare se il comportamento delle banche è rispettoso delle leggi,
peraltro molto chiare?
Si può verificare, nel nome dell’eguaglianza di fronte alla legge, se le
banche sono un’associazione a delinquere oppure un’organizzazione seria che
opera nel rispetto delle leggi, come tutti ci auguriamo?
Quanta gente deve ancora morire prima di arrivare a conoscere la verità?
Purtroppo oggi il potere bancario, come confermato dagli scandali quotidiani
che ormai da tempo si susseguono, è il soggetto che detiene e gestisce la
governance del paese ed è intoccabile al punto che, di fronte alle
violazioni che stanno emergendo nei tribunali, le lobby bancarie stanno
provvedendo a far modificare le leggi e rendere impuniti i loro reati.
Capisco quindi che difficilmente agli organi preposti, magistrati e
vigilanza, gli verrà consentito di indagare su tali fatti, ma ciò è
corretto?
Forse una verità prima è meglio delle rivoluzioni degli “indignados” poi; si
risparmiano morti e disperati.
Autore: Antonino De Masi
Fonte: liberoreporter.eu
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Inoltro messaggio importante di Italo Choni Dorje
Ho appena finito di registrare un audio parecchio importante...
NON riguarda direttamente la spiritualita' o la meditazione;
al tempo stesso, si tratta di tematiche di cui, in quanto cittadini
di questo mondo, dobbiamo occuparci.
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ECCO L'AUDIO IN CUI RACCONTO TUTTA LA STORIA:
http://clicks.aweber.com/y/ct/?l=Kalta&m=JGyGGbCojOk.Wj&b=sq.Xib3LgGUACLfhAfFrdA
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Per favore, scarica e ascolta questo audio mp3 e fallo ascoltare
anche ad altre persone: si tratta di informazioni importanti,
attuali e inedite.
In questo audio, ti parlero' di un piano, in corso di svolgimento,
per arrestare 10.000 membri di una organizzazione criminale
internazionale, che controlla e domina il mondo intero da almeno
100 anni.
Ti parlero' delle origini di questo piano e delle fonti da cui traggo
queste informazioni.
Ti parlero' del motivo per cui queste informazioni sono state
rilasciate, appena 4 giorni fa.
Ti parlero' della sequenza di eventi che potrebbe portare all'arresto
di migliaia di persone che da decenni compiono crimini contro
l'umanita'.
Soprattutto, ti parlero' - IN POSITIVO, non solo "in negativo"! -
di quei valori che dovrebbero UNIFICARCI e ISPIRARCI nella
costruzione di un mondo migliore:
Liberta', Felicita' e Responsabilita'.
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